dimmi

una delle cose per cui invidio molto le ragazze è tutto il fottìo di annunci di camere riservate a loro. una corsia preferenziale, proprio. che poi, lasciate casa più pulita? puzzate di meno? andate più d’accordo con gli altri inquilini femmina?
a meno che non siano i proprietari che a loro volta vivono lì - magari single, magari sessantenni, magari brutti e pelati e ciccioni - a specificare di voler un’inquilina femmina. in quel caso mi dispiace proprio per voi.

stamattina è andata che mi sono svegliato presto (molto), ho corso in bici (molto) ed improvvisamente mi è venuto l’impulso di prendere un biglietto per il clubtoclub. quindi l’ho preso (uno solo intanto).

brigitte bardot con rampichino
pesche con melone con anguria con piede

c’è sta storia per cui gli album si legano indissolubilmente a certi periodi della vita d’ognuno.
a me è successo solo una volta con “s f o r t u n a” dei fine before you came quindi penso che un post di celebrazione lo meriti.
il disco esce nel 2009, giustamente non lo cago e lo scopro nella primavera 2010 anche se ancora non scoppia. stavo in quarta superiore. vinco un concorso europeo e faccio un mese e mezzo in inghilterra - portsmouth, sulla manica - e pian piano prende piede. riesco quasi a ricordare nitidamente ogni ascolto. la notte prima di dormire, la mattina appena sveglio, in autobus verso il lavoro, in autobus tornando, in camera mia nel sottotetto della tipica terraced house. ricordo anche le testate involontarie sul soffitto, cantandolo. e le lacrime: un po’ per l’album, un po’ per la commovente drammaticità dell’adolescenza in sé, un po’ per le long distance relationships (in realtà solo una).
tuttora appena lo ascolto mi viene naturale fare i coretti alla vasco (rossi) e impennarmi nelle grida e ammosciarmi nelle parti musicali barcollando come il bel jacopone nella migliore tradizione hc. e pelle d’oca.
se lo avete già ascoltato avete ben presente, se non lo avete ancora ascoltato siete da mettere in galera. pazzi.

non è estate finché non si ascolta tutto merriweather post pavilion a volume altissimo in:
• macchina
• treno
• camminando
• risposta alla voce gracchiante della coinquilina

vorrei sentire di avere una bellezza da preservare, non una bellezza a cui dover - affannosamente - tendere.

è troppo tardi?

fatemi tornare subito agli anni delle superiori e fatemi trovare degli amici abbastanza insicuri ma coglioni da poterci fare un gruppo punkhc che parli di amore, latte di soia, tonno in scatoletta, pappagalli e preservativi

penso sia il caso di ringraziare formalmente tumblr per mandarmi nuovi lettori che in un certo senso mi spronano a tornare a produrre qualcosa, o almeno mi spronano a pensare al perché non produco più nulla qui.
non che ci debba essere proprio un motivo - o anzi sì, c’è di sicuro. la gente che in generale dice che non c’è un motivo è quella che ha i motivi peggiori.
il mio professore di macroeconomia è riuscito a farmi odiare il magrebino che sta fuori dal supermercato a chiedere l’euro del carrellino in quanto non contribuisce al pil e quando si rompe un braccio è il sistema sanitario nazionale a pagargli il gesso, mentre se la mia ipocondria mi porta al pronto soccorso e la diagnosi scontata è che non ho nulla mi tocca pagare 50€ di ticket con conseguenze drammatiche sulla mia alimentazione da fuorisede (è successo davvero).
penso che il motivo sia che ormai sto cambiando e non vorrei cambiare l’idea che voi vi siete fatti di me, ammesso e non concesso che ve ne siate fatta una. forse ho solo perso un po’ di poesia per strada.
sta di fatto che quando non rispondo al saluto del magrebino mi sento sempre un po’ in colpa.
poi penso agli indicatori macroeconomici italiani e un po’ mi passa, anche se sicuramente non è colpa del magrebino.